1900

Our story

Take this fascinating journey through time, up to the present day.

Bix Beiderbecke - In A Mist

1907

Nasce la Fert

Quando il giorno 20 febbraio 1907, alle ore 17.00, Federico Dalla Vecchia apre, quale presidente, la prima seduta del Consiglio di Amministrazione della ditta “Impresa Generale Trasporti Fert”, certamente avrà tirato un sospiro di solievo. Una giornata intensa quel mercoledì, culminata nel primo pomeriggio con l’assemblea dei soci o loro rappresentanti (ben 62).

La Fert era nata , ma l’itinerario seguito per giungere sino a quel punto non era stato affatto semplice.

Proprietà e dirigenza della Società Franchi – azionista Fert

SEB Società Elettrica Bresciana – fra i principali azionisti della Fert

La nuova società è il risultato di una complessa ed eterogenea cordata che vedeva presenti le più importanti aziende cittadine di inizio Novecento e, soprattutto, di diversi finanzieri e professionisti legati alle stesse imprese ed alla banca Credito Agricolo Bresciano- anch’essa presente nella compagine societaria.

Una compagine sociale eccezionale

Il presidente Federico Dalla Vecchia apre dunque la vita dell’impresa quel pomeriggio del 20 febbraio, con grande entusiasmo. L’impresa si configura davvero come un coagulo dell’intero mondo industriale bresciano, in una compagine sociale che costituisce inanzitutto un parco clienti di prim’ordine.

1910 Officine metallurgiche Togni – Azionista Fert

Giulio Togni e Federico Palazzoli

Ad iniziare dalla produzione meccanica e metallurgica cittadina, il mondo tessile e ancora il mondo del laterizio e pure la potente Società Elettrica Bresciana, e alcuni grandi commercianti.

Non mancano i nomi che contano, con la presenza personale degli stessi industriali Giulio Togni, Attilio Franchi, Federico Palazzoli, l’ing. Giovanni Conti e Dominatore Mainetti.

Costruire la rete aziendale

Tra il mese di maggio e giugno dello stesso anno la Fert vanta già propri rappresentanti “in tutte le città d’Italia ed estere” e “succursali in provincia” raggiungibili telefonicamente.

Vengono aperte succursali a Mantova, Cremona, Desenzano e Pisogne e successivamente un’agenzia anche a Venezia “specialmente in vista dell’incremento della navigazione fluviale”.

Carico di una chiatta per il trasporto ferroviario sul lago di Iseo

1910

1910

La Bèlle Epoque

La Fert riesce ad aggiudicarsi la convenzione per la linea ferroviaria e tramviaria di Brescia-Milano. Il successo di questa operazione permetterà all’impresa di guadagnare visibilità e posizioni in Italia e nel nord Europa, grazie anche all’apertura nello stesso anno del traforo del Sempione.

Lavori per la galleria del Sempione

Dopo aver impostato l’attività aziendale con un coordinamento efficiente tra le varie agenzie, succursali e convenzioni con molte altre imprese, il presidente spinge al salto di qualità.
In città nasce la “Società Magazzini generali di Deposito” e subito la Fert inizia una fitta rete di relazioni con essa.
Anche la stessa sede di Fert subisce alcuni miglioramenti.
Oltre circondare i magazzini da alte mura “per evitare i frequenti furti” viene acquistata un’area contigua di proprietà delle ferrovie e realizzato un parcheggio per i primi camion realizzati dalla Brixia Zust.

Il carico di un camion Zust come quello in dotazione alla Fert

Operazioni di movimentazione merci tra campi e ferrovia

Nonostante i miglioramenti della Fert e le continue pressioni da parte dell’azienda alla Direzione delle Ferrovie lo scalo merci rimane inadeguato e insoluto. Soprattutto, era ancora il servizio di carico e scarico a creare i maggiori inconvenienti.
Si riusciva a smistare soltanto una parte dei carri, trasferendo gli altri in campagna.

1915

Dentro gli affari bellici

La Fert riesce immediatamente a trasformare le operazioni di guerra in un possibile affare.
Nonostante la nuova opportunità appaia operativamente complessa, l’azienda procede ad allargare la sede e affianca così alla usuale attività una sezione dedicata ai “trasporti militari”.

La OM spedisce le autocarrette realizzate per l’esercito tramite ferrovia

1919

Nella crisi della riconversione

Gli anni successivi alla guerra sono davvero tempi duri e così anche per l’azienda che si ritrova ad agire in stagioni di piena smobilitazione e riconversione delle industrie belliche.
Il verticale calo di produzione e l’espandersi della disoccupazione che la accompagna rende drammatica la situazione. L’aumento dell’inflazione necessita un aumento del capitale sociale per l’azienda ed è il momento per alcuni soci di ripensare la propria presenza e per altri, tra cui il presidente Dalla Vecchia e la maggior parte del CdA, di acquisire maggior potere all’interno dell’azienda. E così la compagine sociale di fatto viene ad assumere un volto completamente diverso con l’uscita di scena di buona parte dei sottoscrittori iniziali.

Il centro di Palazzolo sull’Oglio. Sede aperta e subito chiusa dopo pochi anni

Trasloco Fert dalla centralissima via Zanardelli, Brescia

Gli utili negli anni successivi saranno minimi e vedranno costretta l’azienda a chiudere alcune succursali e vendere alcuni immobili.

1920

Linee stradali e ferroviarie dell’alta Italia nella metà degli anni ’20

La Fert non demorde e finalmente, dopo una pratica di estese campagne pubblicitarie, l’annata 1924 torna ad essere positiva grazie anche all’aumento delle vie automobilistiche e il trasporto su gomma.

1929

Un’azienda al bivio

Pochi anni dopo inizia però a farsi sentire di nuovo la crisi, la più dura quella del Ventinove, tanto che il presidente Dalla Vecchia pare operare già dal 1928 quasi come liquidatore della stessa azienda.
La Fert decide infatti di procedere alla chiusura della succursale di Milano per mantenere il semplice recapito per la raccolta delle merci destinate a Brescia.

Attracco sul lago di Iseo: battelli e chiatte trasportano le merci verso gli snodi ferroviari

Il camion OM 5 BLD, lo stesso acquistato dalla Fert

Dopo una serie di tensioni tra i soci si decide di prolungare comunque la durata dell’azienda con scadenza al 1940 sperando in tempi migliori.
Nel 1932 finalmente un po’ di respiro e il presidente Dalla Vecchia decide di acquistare un camion con rimorchio della ditta Om ammirato a Milano al Salone dell’Automobile l’anno prima.
E la scelta sarà lungimirante

1930

1930

Negli anni Trenta

Agli inizi degli anni 30 come spiegava il presidente: “il traffico su Milano si fa particolarmente sui camions”. Questa realtà si intensifica anche grazie all’apertura nello stesso anno del tratto autostradale Brescia-Milano.

Disegno pubblicitario aziendale. Il camion riprodotto è l’OM 5 BLD, subito orgogliosamente esibito nella colorata vignetta

Uno dei modelli di camion facenti parte della flotta di automezzi Fert. Il Fiat 634 N

L’attività aziendale è totalmente immersa in un’economia che risente delle scelte di regime. La politica commerciale del Governo fascista di quegli anni segue infatti le politiche restrittive in atto in tutta Europa.
Il commercio nazionale si svolge in primis con la Germania, paese col quale gli scambi commerciali avevano assunto una grande consistenza e con le colonie italiane d’Africa.
In quegli anni la società procede con l’acquisto di un nuovo camion con rimorchio tipo Saurer sempre dell’azienda Om un Fiat 634 e una serie di altri automezzi.

1939

Una nuova guerra

Con l’avvicinarsi della guerra, come nel caso del primo conflitto, le opportunità per la Fert si allargano con immediatezza.

1940

Sono anni di buon profitto ma poi con la fine della guerra si fanno i conti con i danni.
La filiale di Milano è andata semidistrutta e si cerca un’altra sistemazione e così anche il materiale rotabile è molto usurato.
Enrico Dalla Vecchia, figlio del presidente chiamato alle armi, torna sano e salvo e riprende il ruolo nel CdA.
La società con sforzo procede comunque a rinnovarsi gradualmente.

La città sconvolta dalla guerra

Industria e propaganda di regime. Il carro allegorico della S.Eustacchio realizzato nell’attuazione delle sanzioni del 1935

Gli scambi commerciali con l’esito della guerra cambiano e così l’import-export con la Germania cessa come quello con le colonie.
Il blocco occidentale dei Paesi dell’Europa e quello orientale modificano radicalmente la struttura degli scambi e il flusso in uscita delle merci.
Il commercio estero infatti, oltre che esiguo, doveva essere effettuato tramite gli Alleati e solo nel 1946 si iniziò a registrare qualche segno di cambiamento.

In attesa della ripresa

Una forte inflazione accompagna in quegli anni bilanci comunque positivi.
Nascono però nuove realtà. Una “concorrenza degli improvvisati autotrasportatori” che approfittano dei numerosi mezzi bellici dismessi acquistabili a basso costo.

Residuati bellici requisiti e rivenduti.

Federico Dalla Vecchia, primo presidente della Fert

Erculiani in quel momento presidente della Fert procede di propria iniziativa a nominare Enrico Dalla Vecchia, figlio del fondatore a nuova funzione dirigenziale.
Tale nomina sarà molto gradita ai più che ancora ricordano Federico Dalla Vecchia, padre, con gratitudine e stima.

Nuovi avvicendamenti

Tra l’anno 1947 e 1950 la società subisce vari cambi nell’assetto sociale.
Prima la decisione di lasciare la carica di presidente da parte dell’avv. Erculiani e successivamente la sua morte le vendite delle proprie azioni da parte di alcuni soci, vedono l’impresa Besenzoni venuta a far parte del CdA da poco avere la quota di maggioranza.
Nonostante alcuni dissapori tra Dalla Vecchia e Besenzoni la rete di conoscenze, clientela e il know how si allarga notevolmente permettendo alla rete commerciale di poter contare su nuove possibilità.
Il bilancio 1950 segna un utile importante e così anche l’anno successivo e quello dopo.

1950

1950

Prima del boom

Dalla Vecchia e Besenzoni sono nomi oramai acquisiti al panorama degli spedizionieri e trasportatori non solo lombardi, nonostante agli inizi degli anni Cinquanta nel bresciano si censiscano ben 943 ditte di trasporti, con oltre 2600 addetti.
Il traffico merci nella stazione ferroviaria di Brescia diminuisce a favore del trasporto su gomma che diventa oramai più diffuso ma nonostante questo la ripresa sarà lenta. Sarà possibile infatti trovare tra i bilanci dell’azienda voci di stima di autocarri e cavalli, nel segno della sopravvissuta promisquità, fino al 1955.

Ultimi scampoli della Piccola Velocità ferroviaria degli anni Cinquanta

1958 si procede alla riapertura della filiale di Milano che però non ha grande successo, cessando così già l’anno successivo, come accaduto per la filiale di Lumezzane l’anno precedente.
Le difficoltà sussistono e la concorrenza è agguerrita soprattutto nel settore autotrasporti e così nel marzo 1959 il CdA lancia l’idea di eliminare quasi per intero il lato camionistico rinunciando sostanzialmente a quel settore e limitando l’attività della società al solo servizio spedizionieri.
Una scelta che si rivela nell’immediato assolutamente positiva.

La ditta Besenzoni, famiglia dei soci Fert del dopoguerra, organizza un trasporto eccezzionale su camion

1960

Trasporto eccezionale

La Fert, secondo una pubblicità del tempo, estende la propria attività includendo l’esercizio di trasporti internazionali aerei e con automezzi, aprendo tra l’altro nuovi magazzini.

L’economia di Brescia prende quota, radicando exploit che la caratterizzeranno a lungo.
Per quanto riguarda la Fert saranno anni positivi e sarà lesta ad adeguarsi alla crescita.
Nel corso del 1963 procederà ad ingenti investimenti per l’ammodernamento.
La società vive da vicino le speranze e gli sviluppi del vorticoso boom economico.

1970

1970

Dalla storia alla cronaca

Il 21 agosto 1970, Enrico Dalla Vecchia scompare.
Il presidente in carica Elebardo Besenzoni ne ricorderà commosso la sua figura.
Lo sostituirà nelle mansioni di direttore amministrativo
Il ventinovenne figlio Federico Dalla vecchia.
Lo stesso anno nonostante un incremento del parco automezzi con il quale l’azienda torna a praticare nel settore dei trasporti diretti, l’utile della società raggiunge gli 11 milioni di lire.

Il presidente Besenzoni cede al fratello Narno le sue quote e si decide inoltre di aumentare il capitale sociale.
Con questa operazione rimangono solamente due soci paritari.
Da quel momento, forse la buona sinergia tra i due soci, per la Fert inizia un nuovo felice periodo di rapida espansione.

Enrico Dalla Vecchia, figlio del primo presidente Federico

La sede brasiliana di Belo Horizonte della ditta Besenzoni: logistica italiana e sinergie con la Fert per le strade del Sudamerica

In queste felici stagioni, esattamente nel 1978 si procede alla divisione della Fert in due grossi rami.
Trasporto automobili con bisarche e spedizioni internazionali groupage.
Nasce dunque da un lato la “Fert Trasporto Veicoli Industriali” con anche l’apertura di nuove sedi a Roma, Salerno, in Sicilia e una anche a Belo Horizonte in Brasile dove la Fiat aveva da poco avviato la produzione di veicoli nel territorio americano.

 

Nel mentre la “Fert Impresa Generale Trasporti” viene trasformata in “Fert Spedizioni Internazionali” continuando il settore spedizioni sia terrestre, marittimo ed aereo con ora una forte presenza nel settore doganale.

1980

1980

Nuova sede

A fronte di notevoli incrementi di fatturato la Fert negli anni 80 si decide alla costruzione di una nuova sede.
15.000mq di moderni magazzini di deposito e uffici doganali interni.

Nonostante una concorrenza sempre più agguerrita, la società mostra sempre bilanci positivi così nel 1991 apre la nuova filiale di Lainate.

Narno Besenzoni, presso la sede dell’Associazione Industriali Bresciani riceve riconioscimento della lunga vita imprenditoriale dalle mani del Presidente del Senato Giovanni Spadolini

1990

1992

1992 – Trattato di Maastricht

La data 7 febbraio 1992 costituisce una sorta di cesura tra il passato ed il presente.
In quella data, come noto, viene firmato il trattato di Maastricht istituente la nuova Unione Europea, con diverse modalità di circolazione di merci e denaro.
La Fert e l’intera categoria degli spedizionieri e aziende di trasporto dovranno fare i conti con nuove norme e con una concorrenza sino a quel momento sconosciuta.

2000

Il nuovo millennio

Il nuovo millennio vede la Fert che dà lavoro a circa 45 addetti.
La ditta si struttura nelle tre sedi operative di Brescia, Verona e Milano Lainate,
Nel febbraio 2005 muore purtroppo Narno Besenzoni

2007

La FERT compie 100 anni

Il gruppo dirigente della Fert